Nessun
vantaggio per il consumatore
I dubbi sul transgenico sono ancora in larga parte irrisolti.
I principali interrogativi riguardano i rischi per l’ambiente
e per la salute dei consumatori. A fronte di quali vantaggi?
• Uno degli eventuali pericoli degli Ogm per la salute dei
consumatori risiede nell’introduzione involontaria nelle
piante di sostanze in grado di scatenare allergie. Si tratta di
un effetto di lungo termine, quantificabile solo con il loro consumo
continuativo. Non è passato ancora un tempo sufficiente
per dare risposte certe. Alcune esperienze del passato, tuttavia,
avvallano questo sospetto: qualche anno fa sono stati vietati
alcuni Ogm proprio perché hanno dimostrato, durante i test
che precedono la loro eventuale autorizzazione, di provocare allergie.
• Sebbene gli Ogm siano presenti già da qualche anno
sulle nostre tavole, non si è ancora registrato alcun vantaggio
per i consumatori. I prodotti transgenici non sono più
saporiti né migliori dal punto di vista nutrizionale e
nemmeno più economici.
• I promotori delle modificazioni genetiche propugnano la
tesi dei grandi vantaggi derivanti dallo sviluppo del transgenico.
Primo tra tutti: il miglioramento delle condizioni di vita dei
paesi sottosviluppati e la conseguente soluzione del problema
della fame nel
mondo.
Anche se l’ingegneria genetica fosse in grado di mantenere
le sue promesse di alte rese e di raccolti resistenti alle malattie
per il terzo mondo, sembra improbabile che ciò possa portare
benefici alle popolazioni affamate, in quanto non affronta alle
radici le cause della malnutrizione.
Non si capisce, poi, come gli alti investimenti sostenuti dalle
multinazionali dei semi biotech possano trasformarsi in generosi
interventi a favore delle popolazioni affamate e indebitate. Piuttosto,
c’è il rischio che con i brevetti sulle varietà
agricole questi colossi economici impongano le loro condizioni
senza possibilità di replica a chi non è in grado
di opporsi.
• Per quanto riguarda la tutela dell’ambiente, c’è
chi difende e chi accusa gli Ogm.
Coloro che sono a favore dicono che, grazie all’avvento
di queste colture maggiormente resistenti, non ci sarà
più bisogno di utilizzare pesticidi in modo massiccio come
avviene ora, con grande vantaggio per la natura.
Chi invece non condivide questa visione ottimistica ricorda come
piante molto resistenti possano avere la meglio su altre varietà,
minacciando la biodiversità e l’equilibrio ecologico.
Alcuni agricoltori, poi, sono preoccupati di non poter più
garantire una produzione totalmente priva di Ogm, a causa della
dispersione del Dna modificato nell’ambiente (quella che
viene chiamata contaminazione in campo).
• L’unica certezza attuale è l’enorme
risorsa economica che le piante modificate rappresentano per le
grandi imprese biotech che producono i semi Ogm e per i giganti
dell’agricoltura intensiva che le coltivano su larga scala.
A volte il guadagno è duplice: è il caso della Monsanto,
azienda che non solo ha il brevetto della soia geneticamente modificata
Roundup Ready resistente agli erbicidi, ma produce lo stesso diserbante
Roundup cui la pianta è resistente.
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