Da qualche tempo
la scienza riesce a fare quello di cui la natura è incapace:
trapiantare le proprietà di una specie – pianta, animale
o essere umano – su un’altra specie. È così
che sono nati gli organismi geneticamente modificati (OGM). La modificazione
genetica è applicata soprattutto nel campo della salute (per
esempio per la produzione di medicinali) e nella produzione alimentare
(di natura vegetale o animale). In Italia, così come nei
paesi vicini, la coltivazione di OGM destinati all’alimentazione
è ammessa solo a titolo sperimentale. Ma un gran numero di
organismi modificati è già presente in quegli alimenti
prodotti con ingredienti importati, come le patatine, i biscotti,
gli alimenti per neonati e le salse.
Questa nuova tecnica suscita molte discussioni tra sostenitori e
oppositori.
La controversia più accesa concerne l’agricoltura e
l’alimentazione. Gli oppositori sbandierano i rischi eventuali
per l’uomo e l’ambiente, l’assenza di vantaggi
a livello sociale e l’influenza sempre più pesante
delle multinazionali. I sostenitori fondano le proprie argomentazioni
sulle severe misure adottate al fine di escludere rischi e sui molteplici
vantaggi possibili.
Il fatto è che l’ambiente viene usata come laboratorio
per esperimenti di cui non si possono ancora realmente valutare
gli effetti a lungo termine. E questo spiega perché questa
tecnica susciti tanta diffidenza in diversi ambienti e perché
bisogna pretendere immediatamente misure di sicurezza il più
severe possibile.
Questo sito di Altroconsumo risponde alle principali domande relative
agli OGM sulla base delle attuali conoscenze scientifiche in materia.
Ma esaminiamo anche come e a che condizioni la biotecnologia moderna
potrà contribuire alla messa a punto di cure mediche efficaci
e accessibili, alla produzione di alimenti di buona qualità
e al raggiungimento di un livello accettabile di benessere generale. |