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A CHE SCOPO SI PRATICA LA MODIFICAZIONE GENTICA?

Nell’agricoltura e nell’allevamento
• Per rafforzare le proprietà di cui una pianta dispone naturalmente.
• Per accelerare considerevolmente il processo di crescita e di selezione positiva classica.
• Per introdurre nuove proprietà, eventualmente estranee alla specie. Un esempio molto noto è quello del mais, nel quale è stato introdotto un gene responsabile della produzione naturale di un insetticida. Il risultato è che la pianta produce da sé il proprio insetticida contro alcuni insetti. In questo modo è possibile ridurre l’uso di pesticidi o usare prodotti meno pericolosi. Si evita anche la distruzione di una parte del raccolto, migliorandone il rendimento.
• Per indurre piante e animali a sviluppare meccanismi di difesa contro una malattia, contro un certo tipo di condizioni climatiche o alcuni prodotti agricoli. La soia Roundup Ready della Monsanto, per esempio, è stata resa resistente a un diserbante Roundup prodotto dalla stessa azienda.
• Per mettere a punto le semenze migliori che abbiano bisogno, ad esempio, di meno concime o acqua o di meno pesticidi e permettano di ottenere rendimenti per ettaro più alti.
• Per indurre le piante a produrre sostanze utili alla produzione di nuovi farmaci integratori alimentari o di prodotti chimici.
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